COMPOSIZIONE DELL’APPARATO MARITTIMO SICILIANO
2.2 I porti pescherecci siciliani La più grande e popolosa isola del Mediterraneo è costituita da circa 1.130 chilometri di costa nell’ambito della quale si inseriscono circa 120 porti di diverse dimensioni e funzionalità. La struttura portuale siciliana complessiva è costituita da 39.882 metri lineari di banchina (circa il 14% del complessivo nazionale) e di 1.600.000 metri quadri di superficie dei piazzali per le merci (11% complessivo nazionale)18. Escludendo la Provincia di Enna, il cui territorio è posto nell’entroterra dell’isola, ogni provincia siciliana è costituita, dunque, da un consistente numero di porti, ad essi si aggiungono poi un discreto numero di darsene, rade e spiagge attrezzate che costituiscono il luogo di attracco di varie imbarcazioni sia pescherecce che da diporto. I porti più rilevanti, per numero di imbarcazioni da pesca, per popolazione di pescatori imbarcata, per prodotto ittico catturato e commercializzato, nell’ambito della Provincia di Agrigento sono quelli di: Sciacca, Porto Empedocle, Licata e Lampedusa. Il porto di Sciacca è senza, dubbio, il più importante centro peschereccio della provincia di Agrigento. Minore è l’importanza delle altre due funzioni di tale porto è cioè quella turistica e da diporto. La flotta peschereccia di questo porto è costituita da 155 imbarcazioni19 destinate principalmente alla pesca costiera locale. La maggior parte dei pescherecci di Sciacca ha una dimensione compresa tra le 10 e le 50 tsl, una lunghezza che va dai 15 ai 20 metri, ed hanno per la maggior parte un’età superiore ai 25 anni20. Il prodotto ittico di Sciacca viene commercializzato sul molo ed in una struttura fissa, il mercato ittico di Sciacca, gestita dall’omonimo comune. Gli acquirenti del mercato ittico di Sciacca sono: grossisti, ambulanti, ristoratori e pescherie. Il prezzo viene fissato mediante asta a voce ed il pescato proviene interamente dal porto di Sciacca e viene venduto dai pescatori21. Le specie maggiormente catturate e commercializzate in questo porto sono: sarde, alici, polpi, merluzzi, gamberi, spatole e sgombri. Le sarde e le alici costituiscono, essenzialmente, la materia prima utilizzata dall’industria locale di trasformazione dei prodotti ittici, che ha una grande rilevanza economico-sociale nell’ambito del settore ittico di Sciacca. Il porto di Porto Empedocle, oltre ad avere una notevole rilevanza in ambito regionale per le funzioni commerciale, industriale, petrolifera, servizio passeggeri, turistica e da diporto, ha, anche, un’importante ruolo nell’ambito del settore ittico regionale. Il porto ospita 69 imbarcazioni22 da pesca destinate soprattutto alla pesca costiera locale. Tali imbarcazioni hanno un’età che va dai 20 ai 40 anni e possono assumere diverse dimensioni infatti si possono trovare quelle da una tonnellata di stazza lorda e 6 metri di lunghezza fino ad arrivare ad imbarcazioni da 50 tsl e 20 metri di lunghezza23. La commercializzazione del prodotto ittico viene effettuata nel mercato ittico di Porto Empedocle. In tale mercato, gestito dall’omonimo comune, il prezzo del prodotto viene fissato mediante asta a voce e gli acquirenti sono: grossisti, ambulanti, ristoratori e pescherie. Il pescato proviene dai porti di Porto Empedocle, Mazara del Vallo, Sciacca, Lampedusa, San Benedetto del Tronto e Molfetta. Il 50% del prodotto è introdotto sul mercato la restante parte viene inviata ad altri mercati o trasformata (30%) o venduta direttamente dai pescatori (20%). Le specie maggiormente commercializzate sono: naselli, sardine, polpi, sugherelli, palombi e gattucci24. Nel porto di Licata, oltre a concretizzarsi le attività commerciali, turistiche e da diporto, si pone in essere, anche, una discreta attività peschereccia. La flotta peschereccia di Licata è composta da 47 imbarcazioni destinate alla pesca costiera locale. Le dimensioni di tali natanti vanno da due a 10 tsl, da 6 a 12 metri di lunghezza e hanno dai 20 ai 30 anni di età25. Il prodotto ittico viene commercializzato nel mercato ittico di Licata gestito dalla Soc. Coop. Alicata a.r.l. La contrattazione viene effettuata tramite asta a voce per singolo lotto e gli acquirenti sono: dettaglianti, grossisti, pescherie, ristoratori, grande distribuzione organizzata (GDO) ed ambulanti. Il pescato proviene dal porto di Licata e una quantità stimabile al 60% è introdotta nel mercato il restante è venduto direttamente dai pescatori e avviato ad altri mercati e alla trasformazione. Le specie più vendute sono sgombri bianchi, polipi, scampi, gamberi rossi e seppie. Il porto di Lampedusa si affaccia su una vasta insenatura della costa meridionale dell’isola omonima. Nel porto (Cala Pisana) vengono svolte le attività peschereccia, commerciale, servizio passeggeri, turistica e da diporto. L’attività peschereccia può contare su una flotta composta da 94 imbarcazioni26 destinate alla pesca costiera locale. La commercializzazione del prodotto ittico viene effettuata direttamente sul molo dai pescatori che dedicano particolare impegno e attenzione alle sardine destinate alle attività di conservazione, principale attività artigianale ittica dell’isola, e alle spugne pescate. Nell’ambito della Provincia di Caltanissetta l’unico porto di rilievo è quello di Gela, che, dopo la scoperta (1956) di un grosso giacimento di petrolio, che ha consentito la costruzione dello stabilimento Anic e di oleodotti sottomarini, ha indirizzato maggiormente la propria attività nel settore industriale e petrolifero. Le altre funzioni, commerciale, peschereccia, turistica e da diporto vengono, altresì, espletate, ma con minore intensità. Attualmente il porto peschereccio di Gela si trova in fase di ristrutturazione. I porti di rilievo, per numero di imbarcazioni da pesca, per popolazione di pescatori imbarcata, per prodotto ittico catturato e commercializzato, della Provincia di Catania sono quelli di Acitrezza, Catania e Riposto. Il porto di Acitrezza, oltre ad essere un’importante struttura per il turismo e il diporto, consente, anche una discreta attività peschereccia. Questo porto ospita 86 pescherecci27 destinati soprattutto alla pesca costiera locale. La flotta peschereccia è composta da imbarcazioni che hanno un’età che va dai 15 ai 35 anni, e assumono diverse dimensioni infatti si possono trovare quelle da una tonnellata di stazza lorda e 6 metri di lunghezza fino ad arrivare ad imbarcazioni da 50 tsl e 20 metri di lunghezza28. Nel porto di Acitrezza il prodotto ittico è venduto dai pescatori direttamente sul molo. Il porto di Catania ha una rilevanza economica nazionale e le sue funzioni sono: commerciale, servizio passeggeri, peschereccia, turistica e da diporto. Per quanto riguarda la funzione peschereccia il porto di Catania dispone di una flotta costituita da 147 imbarcazioni29 destinate alla pesca costiera locale. I pescherecci assumono diverse dimensioni, infatti si possono trovare quelli da una tonnellata di stazza lorda e 6 metri di lunghezza fino ad arrivare ad imbarcazioni da 50 tsl e 20 metri di lunghezza, e hanno un’età che va dai 15 ai 40 anni. La commercializzazione del prodotto ittico viene effettuata in una struttura fissa, il mercato ittico di Catania, gestito dall’omonimo comune. Gli acquirenti di tale mercato sono: dettaglianti, grossisti, ristoratori, ambulanti e pescherie. Il prezzo viene fissato mediante trattativa diretta e il pescato proviene dal porto di Catania e dai porti di Portopalo (Siracusa), Mazara del Vallo e Lampedusa. Vengono, inoltre, importati prodotti dalla Grecia, Giappone e Sierra Leone. Le specie maggiormente commercializzate sono: acciughe, orate, branzini, sardine e triglie di scoglio. Il porto di Riposto nato, essenzialmente, come porto commerciale e peschereccio, si sta trasformando in porto turistico, assumendo l’importante denominazione di “Porto dell’Etna”. La flotta peschereccia è composta da 105 imbarcazioni aventi un’età compresa tra i 15 e i 40 anni, e assumono diverse dimensioni infatti si possono trovare quelle da una tonnellata di stazza lorda e 6 metri di lunghezza fino ad arrivare ad imbarcazioni da 50 tsl e 20 metri di lunghezza30. Il complesso dei pescherecci è dedito alla pesca costiera locale. Il prodotto venduto direttamente dai pescatori viene commercializzato, tramite trattativa privata nel mercato ittico di Riposto, gestito dall’omonimo comune. Particolare rilievo assumono, tra i prodotti commercializzati, i crostacei, soprattutto i gamberoni. I porti di rilievo, per numero di imbarcazioni da pesca, per popolazione di pescatori imbarcata, per prodotto ittico catturato e commercializzato, della Provincia di Messina sono quelli di Messina, Milazzo e S. Agata di Militello. Il porto di Messina, oltre ad avere una notevole rilevanza nazionale per le funzioni commerciale, industriale, petrolifera, turistica e da diporto, ha anche un discreto ruolo nell’ambito del settore ittico regionale. La flotta peschereccia di questo porto è costituita da 70 imbarcazioni destinate alla pesca costiera locale e alla pesca ravvicinata. I pescherecci assumono diverse dimensioni, infatti si possono trovare quelli da una tonnellata di stazza lorda e 6 metri di lunghezza fino ad arrivare ad imbarcazioni da 50 tsl e 20 metri di lunghezza, e hanno un’età che va dai 15 ai 45 anni. Di peculiare importanza è la pesca con la “spadara”, oggi ferrettata, una speciale barca attraverso la quale viene effettuata la cattura del pescespada per il quale Messina è conosciuta in tutto il mondo. Per quanto riguarda la commercializzazione del pescato c’è da dire che essa viene effettuata direttamente sul molo dai pescatori. Nel porto di Milazzo, di rilievo economico nazionale, oltre a concretizzarsi le attività commerciali, turistiche e da diporto, si pone in essere, anche, una discreta attività peschereccia. La flotta peschereccia è costituita da 52 imbarcazioni destinate alla pesca costiera locale e ravvicinata. L’età di tali pescherecci va dai 15 ai 35 anni ed hanno una dimensione che va da 2 a 50 tsl31. Il prodotto ittico viene venduto direttamente dai pescatori sul molo o nel caratteristico mercato del pesce detto “A Chiazza” (la piazza) che è uno dei luoghi più caratteristici della città di Milazzo. Il porto di S. Agata di Militello, destinato esclusivamente all’attività peschereccia, è stato realizzato recentemente ed è in via di completamento. La costruzione del porto sembra attualmente abbandonata per cui risulta insufficiente in esso il ricovero di tutte le 62 imbarcazioni presenti. Infatti, le più grosse imbarcazioni dedite alla pesca dei grandi pelagici, durante il periodo invernale sono tirate prevalentemente sulla spiaggia o addirittura, in caso di forti mareggiate occupano la carreggiata adiacente la spiaggia di S. Agata. Il pescato viene commercializzato in banchina e prevalentemente acquistato da due rigattieri che operano in questa marineria. I porti di rilievo, per numero di imbarcazioni da pesca, per popolazione di pescatori imbarcata, per prodotto ittico catturato e commercializzato, della Provincia di Palermo sono quelli di Cefalù, Palermo, Porticello (Santa Flavia) e Termini Imerese. Il porto di Cefalù, oltre ad essere un’importante struttura per il turismo e per il diporto, riveste, anche, un discreto ruolo per il settore peschereccio. La flotta peschereccia di Cefalù è composta da 43 imbarcazioni destinate alla pesca costiera e ravvicinata. Tali imbarcazioni hanno un’età che va dai 15 ai 45 anni una dimensione che va da una a 10 tsl. ed una lunghezza che va dai 6 ai 15 metri32. In questo porto il pescato viene commercializzato dai pescatori direttamente sul molo. Il porto di Palermo, di rilevanza economica nazionale per le funzioni commerciale, industriale, petrolifera, servizio passeggeri, turistica e da diporto, riveste, anche, una peculiare importanza per il settore peschereccio, soprattutto per quel che riguarda il suo mercato, importante centro per la commercializzazione del prodotto ittico in ambito regionale. La flotta peschereccia palermitana è composta da 59 imbarcazioni dedite alla pesca costiera locale e ravvicinata. La maggior parte di queste imbarcazioni hanno un’età superiore ai 30 anni ed una dimensione inferiore alle 10 tsl33. I prodotto ittico viene commercializzato in una struttura fissa, il mercato ittico di Palermo, gestito dall’omonimo comune. La contrattazione viene effettuata mediante trattativa diretta e gli acquirenti sono: dettaglianti, grossisti, ristoranti, pescherie ed ambulanti. Il pescato proviene dai porti di Palermo, Trapani, Marsala, Sciacca, Licata, Lampedusa, Porto Empedocle, Catania, Portopalo (Siracusa), e Porticello (S. Flavia). Una quantità stimabile intorno al 35% è introdotta nel mercato, il 30% inviato ad altri mercati e alla trasformazione e il restante 35% è venduto dai pescatori. Le specie maggiormente commercializzate sono: tonni, gamberi rossi, orate, merluzzi e triglie. Il porto di Porticello è un porto peschereccio e turistico ben attrezzato. Il porto ospita 322 imbarcazioni dedite alla pesca costiera locale, ravvicinata e d’alto mare. I pescherecci di questo porto assumono diverse dimensioni, infatti si possono trovare quelli da una tonnellata di stazza lorda e 6 metri di lunghezza fino ad arrivare ad imbarcazioni da 50 tsl e 20 metri di lunghezza, e hanno un’età che va dai 15 ai 45 anni34. I prodotto ittico viene commercializzato nel mercato ittico di Porticello, gestito dal comune di Santa Flavia. La contrattazione viene effettuata mediante trattativa diretta e gli acquirenti sono soprattutto dettaglianti e qualche grossista. Il pescato proviene dal porto di Porticello e dai porti di Porto Empedocle, Mazara del Vallo, Sciacca, Licata e Lampedusa35. Il porto di rilievo, per numero di imbarcazioni da pesca, per popolazione di pescatori imbarcata, per prodotto ittico catturato e commercializzato, della Provincia di Ragusa e quello di Scoglitti (frazione del Comune di Vittoria). Il porto di Scoglitti è la più importante area portuale peschereccia e turistica della Provincia di Ragusa ed ha una rilevanza economica regionale e interregionale. La flotta peschereccia di tale porto è composta da 287 imbarcazioni dedite esclusivamente alla pesca costiera locale. Le imbarcazioni hanno un’età che va dai 15 ai 50 anni ed hanno diverse dimensioni. Si possono trovare pescherecci che hanno una stazza lorda inferiore alle due tonnellate e pescherecci di stazza superiore alle 10 tonnellate36. Il prodotto ittico viene venduto direttamente dai pescatori ed è commercializzato nel mercato ittico locale. I porti di rilievo, per numero di imbarcazioni da pesca, per popolazione di pescatori imbarcata, per prodotto ittico catturato e commercializzato, della Provincia di Siracusa sono quelli di Siracusa e Portopalo. Il porto di Siracusa, oltre ad essere un’importante area portuale di rilevanza economica nazionale per le funzioni commerciale, industriale, petrolifera, servizio passeggeri, turistica e da diporto, ha, anche, una peculiare rilevanza per l’attività ittica. La flotta peschereccia siracusana è composta prevalentemente da imbarcazioni di età compresa tra i 15 e i 30 anni, con una dimensione di 50 tsl, dedite esclusivamente alla pesca costiera locale37. Il pescato viene commercializzato in una struttura fissa, il mercato ittico di Siracusa, gestito dal comune omonimo. In tale mercato la contrattazione avviene tramite trattativa diretta e gli acquirenti sono: dettaglianti, grossisti, ristoratori, pescherie e ambulanti. Il pescato proviene dai porti di Siracusa, Avola e Portopalo, una quantità stimabile intorno al 50% è introdotta nel mercato, il 40% è venduto direttamente dai pescatori e il 10% inviato ad altri mercati e alla trasformazione. I prodotti più venduti sono: merluzzi, acciughe, sardine, sgombri, triglie, ricciole e tonni. Il porto di Portopalo è l’area portuale peschereccia più importante della Sicilia sud-orientale. La sua flotta è composta da 150 imbarcazioni dedite alla pesca costiera locale38. La maggior parte di tali imbarcazioni hanno una dimensione superiore alle 50 tsl. e un’età compresa tra i 15 e i 35 anni39. Il pescato viene commercializzato in una struttura fissa, il mercato ittico di Portopalo, gestito dal comune omonimo. In tale mercato la contrattazione viene effettuata mediante trattativa diretta ed asta a voce al rialzo e gli acquirenti sono: dettaglianti, grossisti, pescherie, ambulanti e ristoratori. Il pescato proviene dai porti di Portopalo, Marzamemi e Avola e viene per il 45% inviato ad altri mercati e alla trasformazione, il 30% introdotto nel mercato e il restante 25% venduto dai pescatori. I prodotti più venduti sono: gamberi rosa, triglie, pescespada, suri e polpi. I porti di rilievo, per numero di imbarcazioni da pesca, per popolazione di pescatori imbarcata, per prodotto ittico catturato e commercializzato, della Provincia di Trapani sono quelli di Trapani, Favignana, Marsala e Mazara del Vallo. Il porto di Trapani oltre ad avere una notevole rilevanza economica per il commercio, l’industria, l’attività petrolifera, il servizio passeggeri, il turismo e il diporto, riveste, anche, un importante ruolo nell’ambito del settore ittico regionale. Il porto ospita 252 imbarcazioni40 da pesca dedite alla pesca costiera locale e ravvicinata. Il prodotto ittico viene commercializzato sul molo ed in una struttura fissa, il mercato ittico di Trapani, gestito dall’omonimo comune. In tale mercato la contrattazione avviene tramite asta a voce e gli acquirenti sono: dettaglianti, grossisti, pescherie e ambulanti. Il pescato proviene dai porti di Trapani, Marsala, Mazara del Vallo e Palermo. Il 30% del prodotto è introdotto nel mercato, il 45% venduto direttamente dai pescatori e il 25% avviato ad altri mercati e alla trasformazione. Il porto di Favignana si trova in una vasta baia posta a nord dell’isola omonima. Nel porto vengono svolte le attività peschereccia, commerciale, servizio passeggeri, turistica e da diporto. L’attività peschereccia può contare su 84 imbarcazioni destinate alla pesca costiera locale41. La commercializzazione del prodotto ittico viene effettuata dai pescatori direttamente sul molo in apposite bancarelle. Favignana è conosciuta nel mondo per lo storico rituale, oggi non più praticato, della “Mattanza del tonno”. Da secoli i “tonnaroti” a partire dalla metà di aprile montavano a mare una serie di reti (tonnara), vere e proprie camere per catturare i tonni. Questi vengono poi spinti da una camera all’altra fino ad arrivare alla “camera della morte” dove chiusi da un quadrilatero di barche nere (le muciare) venivano arpionati tra grida canti e preghiere. Il porto di Marsala, situato sul promontorio di Capo Lilibeo, oltre ad avere una peculiare rilevanza economica per il commercio, il turismo, il diporto ed il servizio passeggeri, ha, anche, un importante ruolo nel settore peschereccio. Il porto ospita 137 imbarcazioni da pesca42 e la commercializzazione del prodotto ittico, rappresentato da cernie, orate, spigole, triglie, anguille, saraghi e seppie, viene effettuata in una struttura fissa, il mercato ittico di Marsala gestito dal comune omonimo. Il porto di Mazara del Vallo espleta diverse funzioni quali quella commerciale, industriale, petrolifera, peschereccia, servizio passeggeri, turistica e da diporto. Nell’ambito della sua attività peschereccia tale porto è considerato il più importante d’Italia. Il porto ospita 466 imbarcazioni43 per una popolazione di 4.000 pescatori imbarcati. La pesca praticata è quella costiera locale, ravvicinata e soprattutto quella d’alto mare o grande pesca d’altura. Nell’ambito della pesca d’altura, la maggior parte dei pescherecci, solitamente di grandi dimensioni (140 tsl. e oltre 40 metri di lunghezza), effettuano bordate che vanno da un minimo di un giorno ad un massimo di 15 richiedendo, conseguentemente, una prima manipolazione del prodotto a bordo (congelamento). Il prodotto ittico, 28.200 tonnellate annue di pescato, viene commercializzato in una struttura fissa, il mercato ittico di Mazara gestito dal comune omonimo. La contrattazione viene effettuata tramite asta a voce e gli acquirenti sono: dettaglianti, grossisti, pescherie, e ambulanti. Il pescato proviene dai porti di Mazara, Lampedusa e Pantelleria, i prodotti internazionali provengono dai paesi Nordafricani. Una quantità stimabile intorno al 10% è introdotta nel mercato, l’80% è inviata ad altri mercati e alla trasformazione, e il restante 10% è venduto direttamente dai pescatori.
Nel complesso regionale, la struttura portuale peschereccia siciliana si presente inadeguata rispetto ai bisogni attuali e alle potenzialità derivanti dal ruolo di primo piano che riveste la Sicilia nell’ambito del settore ittico nazionale. La Sicilia è la prima Regione italiana per quantità di prodotto catturato, per consistenza di flotta e numero di pescatori impiegati, eppure si ritrova ad avere porti dove si riscontra quotidianamente una carente offerta infrastrutturale, un’obsolescenza tecnica ed amministrativa e un’inefficiente rete di comunicazione stradale dell’entroterra. Il sistema portuale peschereccio necessita di un deciso riassetto organizzativo-funzionale associato ad un sostanziale potenziamento infrastrutturale. A tale proposito sono state avanzate diverse proposte e politiche di sviluppo per la struttura portuale siciliana44. Le azioni previste da tali interventi, in buona sostanza, sono dirette: al miglioramento delle banchine, al ripristino dei fondali, all’ampliamento dei piazzali e al miglioramento delle connessioni con le altre modalità di trasporto terrestre. Nonostante i buoni propositi di tali interventi, però, i miglioramenti attesi da anni non si sono ancora concretizzati se non per qualche sporadico caso. 18 Cft. G. Lo Bue, Dirigente Generale Dipartimento Trasporti Regione Siciliana, Promozione dell’insularità: la situazione della regione siciliana, Genova, 21-22 ottobre 2004. 19 Cfr. Associazione Mare in Italy. 20 Cfr. Unimar, Osservatorio tecnico biologico, Atlante delle imbarcazioni da pesca italiane. 21 Cfr. Associazione Mare in Italy.
22 Cfr. Associazione Mare in Italy. 6 Cfr. Unimar, Osservatorio tecnico biologico, Atlante delle imbarcazioni da pesca italiane.
24 Cfr. Associazione Mare in Italy. 8 Cfr. Unimar, Osservatorio tecnico biologico, Atlante delle imbarcazioni da pesca italiane.
26 Cfr. Associazione Mare in Italy.
27 Cfr. Associazione Mare in Italy. 11 Cfr. Unimar, Osservatorio tecnico biologico, Atlante delle imbarcazioni da pesca italiane. 12 Cfr. Associazione Mare in Italy.
30 Cfr. Unimar, Osservatorio tecnico biologico, Atlante delle imbarcazioni da pesca italiane. 31 Cfr. Unimar, Osservatorio tecnico biologico, Atlante delle imbarcazioni da pesca italiane. 32 Cfr. Unimar, Osservatorio tecnico biologico, Atlante delle imbarcazioni da pesca italiane.
33 Cfr. Unimar, Osservatorio tecnico biologico, Atlante delle imbarcazioni da pesca italiane.
34 Cfr. Unimar, Osservatorio tecnico biologico, Atlante delle imbarcazioni da pesca italiane. 20Ibidem. 35 Direttore mercato ittico di Porticello, Dott. Graziano Sergio Maria. 37 Cfr. Unimar, Osservatorio tecnico biologico, Atlante delle imbarcazioni da pesca italiane.
38 Cfr. Associazione Mare in Italy. 23 Cfr. Unimar, Osservatorio tecnico biologico, Atlante delle imbarcazioni da pesca italiane.
41 Cfr. Associazione Mare in Italy. 42 Cfr. Associazione Mare in Italy. 43 Ibidem.
44 POR, Programma Operativo Regionale Sicilia 2000/2006
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