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Capitolo II

COMPOSIZIONE DELL’APPARATO MARITTIMO SICILIANO


2.1 Le coste gli arcipelaghi e le aree marine protette della Sicilia

Lambita da tre mari, Tirrenio, Ionio e mare di Sicilia, situata quasi al centro del Mediterraneo, la Sicilia è la più vasta regione italiana nonché la più importante isola del Mediterraneo.

I Greci la chiamarono Trinacria, interpretando probabilmente la sua forma triangolare con ai vertici i promontori di Capo Peloro, nei pressi di Messina, Capo Lilibeo in territorio di Marsala e Capo Passero nei pressi di Portopalo (Siracusa).

La Sicilia, composta da nove province otto delle quali lambite dal mare, presenta coste per la maggior parte montuose, frastagliate nel tratto settentrionale ed orientale, basse in quello occidentale e meridionale.

La costa settentrionale tirrenica, rappresentata dalle province di Messina, Palermo e Trapani, si estende da Capo Peloro a Capo Lilibeo e si presenta generalmente alta e frastagliata. Procedendo da Messina verso Trapani si incontrano il promontorio di Capo Milazzo proteso verso l’arcipelago eoliano ed il Golfo di Patti chiuso verso occidente da Capo Calavà e da Capo d’Orlando. L’arcipelago eoliano è composto da sette isole principali: Lipari, Vulcano, Salina, Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli. Queste isole sono, inoltre, contornate da isolotti minori, quali Basiluzzo, Strombolicchio, Dattilo e Lisca Bianca, caratteristici scogli emergenti dal mare, che rilevano a pieno la loro origine vulcanica.

Procedendo da Capo d’Orlando verso occidente la costa procede rettilinea fino a Cefalù dove si apre il Golfo di Termini Imerese chiuso verso occidente da Capo Zafferano, che apre il Golfo di Palermo a sua volta chiuso da Capo Gallo. Nel tratto di costa che va dall’ Isola delle Femmine a Torre Mondello è stata istituita, con D.M del 24/07/2002, l’Area Marina Protetta Capo Gallo-Isola della Femmine comprendente tre tipi di zone diverse: la Zona “A” di riserva integrale, dove è vietata la pesca sia professionale che sportiva con qualunque mezzo esercitata; la zona “B” di riserva generale, dove è vietata la pesca esercitata con le reti da traino e la pesca subacquea; la zone “C” di riserva parziale, dove sono consentite la pesca sportiva di superficie nonché la pesca professionale ad esclusione di quella esercitata con le reti da traino.

A largo delle coste Palermitane, più precisamente a 36 miglia, si trova Ustica piccola isola di origine vulcanica che gode la fama di paradiso dei subacquei. L’isola di Ustica è stata identificata come Area Marina Protetta con D.I del 12 novembre 1986. Tale decreto interministeriale è diretto a realizzare, in buona sostanza, la protezione ambientale dell’area marina interessata, la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche, il ripopolamento ittico della zona e la diffusione della conoscenza biologica degli ambienti marini e delle peculiari caratteristiche mineralogiche e geomorfologiche della zona.

Procedendo da Capo Gallo verso Trapani, si incontra il Golfo di Castellammare profondamente inciso e delimitato ad est da Punta Raisi e ad ovest dal promontorio di Capo San Vito. Da Trapani a Marsala si snoda il breve tratto di costa occidentale dell’isola: il paesaggio costiero muta repentinamente rispetto alle alte scogliere dell’ultima parte della costa settentrionale, presentandosi basso. A largo di questo tratto di costa a pochi chilometri si trova l’arcipelago delle isole Egadi formato da un gruppo di cinque isole: gli isolotti di Formica e Maraone, Levanzo, Favignana e Marettimo.

Nel mare intorno all’arcipelago è stata istituita, con D.I del 27 dicembre 1991, la Riserva Naturale Marina chiamata “Isole Egadi” comprendente quattro tipi di zone diverse: la zona “A” di riserva integrale, dove è vietata la pesca sia professionale che sportiva con qualunque mezzo esercitata; la zona “B” di riserva generale, dove è vietata la pesca esercitata con le reti da traino e la pesca subacquea; la zona “C” di riserva parziale, dove sono consentite la pesca sportiva di superficie nonché la pesca professionale ad esclusione di quella esercitata con le reti da traino, previa autorizzazione rilasciata dal Comune di Favignana per la pesca sportiva e dalla Capitaneria di Porto di Trapani per la pesca professionale; e la zona “D” di protezione, dove è consentita la pesca professionale, ivi comprese quella esercitata con le reti da traino, fatte salve le limitazioni stabilite dalle autorità competenti in relazione alla necessità di effettuare il fermo biologico.

La costa meridionale della Sicilia, rappresentata dalle province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Siracusa, si presenta bassa e mantiene questa connotazione morfologica lungo tutto il suo sviluppo meridionale fino a Capo Passero, estrema propagine sud-orientale dell’isola. Blande insenature interrompono la linearità della costa presso alcuni tra i principali centri costieri come Mazara del Vallo, Sciacca, Porto Empedocle e Gela posta al centro dell’omonimo golfo, compreso tra Licata e Marina di Ragusa.

A largo della costa meridionale della provincia di Trapani si trova l’isola di Pantelleria e a largo delle coste della provincia di Agrigento si trova l’arcipelago delle isole Pelagie, composto dall’isolotto di Lampione e dalle isole maggiori di Linosa e Lampedusa che dista dalla costa siciliana 205 km, 113 km dalla Tunisia e 150 dall’isola di Malta.

La costa orientale ionica, rappresentata dalle province di Siracusa, Catania e Messina, percorsa da sud verso nord, si presenta inizialmente bassa e articolata in tre principali insenature: il Golfo di Noto, compreso tra Capo Passero e Capo Murro di Porco, il Golfo di Augusta, delimitato dall’omonimo promontorio a nord e dalla penisola di Siracusa a sud, ed infine il largo Golfo di Catania, versante costiero della maggiore pianura siciliana.

Nel Golfo di Catania, ad Acitrezza, sono riconoscibili i caratteristici isolotti dell’arcipelago dei Ciclopi. Il piccolo arcipelago è formato dalle isole di Lachea, Faraglione Grande e Faraglione Piccolo. Con Decreto Ministeriale del 7 dicembre 1989 è stata istituita la Riserva Naturale Marina “Isole dei Ciclopi” che comprende oltre alle isole Ciclopi anche l’area costiera del Comune di Acicastello. La riserva è suddivisa in tre zone: la zona “A” dove è vietata la pesca sia professionale che sportiva, le zone “B” e “C” dove è vietata la pesca professionale che non sia stata preventivamente autorizzata dall’Ente gestore.

A nord di Catania il paesaggio litoraneo torna ad essere caratterizzato dalla presenza di alte scogliere ricche di suggestive insenature sino a Messina.



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