Pubblica la tua tesi   –   Tesi online   –   Download   –   Contatti   –   Shop
   

Capitolo V

LE ATTIVITA’ CONNESSE ALL’IMPRENDITORIA ITTICA SICILIANA

5.1 La trasformazione e conservazione dei prodotti ittici

In Sicilia, la struttura dell’industria di trasformazione dei prodotti della pesca è caratterizzata da un consistente numero di imprese maggiormente localizzate nelle province di Agrigento, Palermo e Trapani.

Consistenza delle attività di lavorazione e conservazione dei prodotti della pesca in Sicilia, 1991-2001

PROVINCE

1991

2001

IMPRESE

ADDETTI

IMPRESE

ADDETTI

AGRIGENTO

42

461

40

489

CALTANISSETTA

1

1

-

-

CATANIA

4

15

2

7

ENNA

-

-

1

4

MESSINA

11

101

2

37

PALERMO

28

463

35

467

RAGUSA

-

-

2

14

SIRACUSA

2

13

3

41

TRAPANI

20

361

20

365

SICILIA

108

1.415

105

1.424

Fonte: Istat, Censimento dell’industria dei Servizi, 2001

L’industria ittico conserviera siciliana è composta da realtà aziendali, con origini e tradizioni antiche, che per essere oggi competitive sul mercato, hanno cambiato il loro modo di concepire la propria attività produttiva diversificando i loro prodotti e utilizzando apparecchiature e tecniche produttive allavanguardia e più rispondenti alle necessità imprenditoriali attuali. La componente artigianale, comunque, ha ancora oggi un certo peso, infatti il 32,38% delle imprese siciliane opera in modo artigianale realizzando prodotti ricercati e soprattutto di ottima qualità.

Le attività esercitate dalle aziende siciliane sono, sostanzialmente, la lavorazione e conservazione di pesce e di prodotti a base di pesce e la conservazione di pesci, crostacei e molluschi (congelamento, surgelazione, inscatolamento, ecc.).

Le tipologie di prodotti realizzate sono molteplici, si va dai prodotti a base di tonno e di sgombro ai patè e alle svariate tipologie di creme e ragù a base di pesce. Particolare importanza riveste la lavorazione delle acciughe tanto che viene considerata come l’attività di maggiore rilievo nell’ambito della trasformazione dei prodotti ittici siciliana. La struttura dell’industria di trasformazione dei prodotti della pesca, per quanto riguarda la forma giuridica delle aziende, è composta da società (56,19%), imprese individuali (36,19%) e società cooperative (7,62%).

Classificazione delle imprese di trasformazione dei prodotti della pesca per forma giuridica.

PROVINCE

IMPRESE INDIVIDUALI

SOCIETA’

SOCIETA’ COOPERATIVE

TOTALE

ADDETTI

ADDETTI

ADDETTI

ADDETTI

AGRIGENTO

20

205

20

284

-

-

40

489

CALTANISSETTA

-

-

-

-

-

-

-

-

CATANIA

-

-

2

7

-

-

2

7

ENNA

-

-

1

4

-

-

1

4

MESSINA

-

-

2

37

-

-

2

37

PALERMO

9

53

20

351

6

63

35

467

RAGUSA

1

1

1

13

-

-

2

14

SIRACUSA

3

41

-

-

-

-

3

41

TRAPANI

5

28

13

311

2

36

20

365

SICILIA

38

328

59

1.007

8

89

105

1.424

Fonte: Istat, Censimento dell’industria dei Servizi, 2001


Le imprese di conservazione e trasformazione dei prodotti della pesca maggiormente rappresentative sono agglomerate in tre grossi poli produttivi localizzati nei Comuni di Sciacca (AG), Mazara del Vallo (TP) e Aspra frazione di Bagheria (PA).

Poli produttivi siciliani maggiormente rappresentativi nella lavorazione dei prodotti della pesca

LOCALITA’

AZIENDE

FATTURATO

PRODOTTI PRINCIPALI

CANALI DI VENDITA

ESPORTAZIONI

SCIACCA

32

35.000.000

Latte di acciughe; sarde salate

Dettaglianti; grossisti; importatori.

Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna

ASPRA

14

75.000.000

Latte di acciughe; sarde salate; prodotti a base di tonno.

Dettaglianti; grossisti; GDO; importatori.

Germania, Svizzera, Inghilterra e Australia

DISTRETTO PRODUTTIVO DELLA PESCA DI MAZARA DEL VALLO

20

150.000.000

Prodotti a base di tonno, crostacei e molluschi surgelati

Intermediari.

Giappone, Germania e Inghilterra.

Fonte: UTI, Unità Tecnica per l’internazionalizzazione, Rapporto Sicilia; Distretti italiani, Guida ai distretti industriali, 2004.


Il polo produttivo che è localizzato a Sciacca è composto da 32 aziende. La loro forma giuridica è per la maggior parte quella della ditta individuale o società di persona; quattro sono in forma di s.r.l e due sono cooperative. Le principali sono: Recca Agostino, Carlino s.r.l, Gabbiano Azzurro s.n.c, Kronios s.n.c, Di Caro Pasquale s.a.s, Sclafani s.r.l e Vitabile Giovanni.

Salvo che per 4-5 aziende funzionanti tutto l’anno le altre aziende impiegano i propri addetti dal 1° aprile al 30 ottobre69.

Il gruppo, tenendo presente un fatturato medio di un milione di euro ad azienda, registra annualmente un fatturato di circa 35 milioni di euro.

Le aziende producono solo due tipi di prodotti: le latte di acciughe e sarde salate per le pizzerie i vasetti di alici sott’olio per la distribuzione al dettaglio presso la GDO o presso piccoli negozi al dettaglio. Le altre possibili forme di utilizzo del pescato non vengono prese in considerazione salvo che in rari casi in cui si producono marginalmente patè o paste di acciughe.

La produzione è in tutte le aziende di questo polo, indipendentemente dalla forma giuridica e dal fatturato, di tipo artigianale/semindustriale senza alcun apporto di particolari tecnologie. La lavorazione prevalente del pescato viene effettuata attraverso la tecnica della “salagione” che non prevede altro che un impegno manuale degli addetti.

La maggior parte del pescato utilizzato nella lavorazione proviene dalla flotta di Sciacca, la restante parte dalle flotte di Marsala, Trapani, Pantelleria, dal mar Adriatico ed infine, non più del 20% dall’estero (Portogallo).

Il concentrare la produzione solo su due prodotti è frutto di una scelta ben precisa. Infatti, qualunque altra forma di trasformazione del pescato richiede un impegno di manodopera maggiore al quale non corrisponde un più che proporzionale incremento del margine di guadagno, pertanto al massimo alcune aziende si sono impegnate nel commercializzare le alici per il dettaglio con condimenti diversi.

La produzione per il 65-70% è destinata al mercato nazionale per la restante parte viene esportata. Per alcune realtà (Recca su tutti) la percentuale di prodotto esportato arriva al 50%. I mercati esteri più appetibili sono quello statunitense, giapponese e britannico; due aziende esportano solo in Giappone70.

Questo gruppo di imprese vantava fino a poco tempo fa due consorzi: Blue Fish (con 5-6 aziende consorziate) e il Consorzio Ittico Saccense. Ma mentre il primo si caratterizza per il dinamismo e la capacità di gestire una piccola realtà industriale su cui insistono le aziende del consorzio, il secondo ha palesato immobilismo e superficialità di strategia. Recentemente è nato un terzo consorzio “Consorzio Ittico Mare Mediterraneo” che ha velocemente aggregato 10 aziende uscenti dal consorzio in crisi e che a breve si ritiene possa inglobarle tutte71.

Attraverso un’associazione di categoria (AGCI, Associazione Generale Cooperative Italiane per la pesca) i produttori di Sciacca sono stati messi in contatto con le realtà produttive di tre Paesi: Croazia, Tunisia e Libia. L’obiettivo era di stimolare collaborazioni con Paesi che potevano contribuire ad aumentare il fatturato aprendo la strada attraverso la semplice collaborazione commerciale ovvero l’apertura di stabilimenti nel Paese straniero, a nuovi mercati oggi poco sfruttati. In tal senso una delle aziende saccenti ha recentemente definito un accordo con produttori croati per l’apertura di un opificio in Croazia.

Le aziende di Sciacca trovano origine circa 60 anni fa quando nascono le prime aziende destinate alla lavorazione e commercio delle alici. Nel corso degli anni il movimento fisiologicamente, grazie al successo delle aziende esistenti, si amplifica e soprattutto abbandona la lavorazione a casa per passare alla lavorazione ufficiale in opificio. In particolare, questi ultimi anni segnano la maggiore espansione in quanto le quantità di pesce disponibili consentivano l’acquisto a prezzi vantaggiosi a fronte di un mercato che non presenta momenti di ribasso. Recentemente il prezzo della materia prima è aumentato ed alcune aziende hanno vissuto difficoltà finanziarie72.

Lo sviluppo dell’economia ittica saccense non è legato alla possibilità di acquisire nuove tecnologie che possano generare economie di processo. La lavorazione è stata fatta sempre a mano e così sarà sempre come dichiarano i produttori. I problemi piuttosto riguardano alcuni costi legati al processo produttivo e che se limitati, potrebbero aumentare i margini di profitto, permettendo di compensare le annate in cui il pescato raggiunge prezzi più alti per la sua scarsa presenza. In particolare tali economie sono individuate nei costi di smaltimento dei rifiuti, infatti, attualmente, per incenerire le teste delle alici si ricorre a stabilimenti specializzati esistenti in Calabria. Tale trasporto incide nella misura del 10% sul totale dei costi73.


Il raggruppamento delle imprese che è localizzato ad Aspra (frazione di Bagheria) a circa 15 chilometri da Palermo, è composto da 14 aziende, 10 di queste, le più piccole, fanno parte del Consorzio Conservieri Ittici di Aspra. Le altre sono la Sud Pesca S.p.A, la Iconsit di Balistreri G., la Brunetto S.r.l e la Cooperativa La Speranza specializzata nella trasformazione del tonno74.

Questo polo produttivo fattura mediamente all’anno 75 milioni di euro di cui la metà fa riferimento alla Sud Pesca S.p.A. L’attività prevalente di queste aziende è la lavorazione e trasformazione di acciughe e alici commercializzate sott’olio e sotto sale75.

Grazie a questa attività, oltre ai 300 operai (molte sono donne) esiste il sotterraneo mondo dell’indotto che garantisce lavoro a circa 1.000 persone che ogni giorno garantiscono il trasporto del prodotto finito e che forniscono l’olio, gli imballi, il vetro, le capsule e le etichette dei barattoli che girano il mondo.

Negli ultimi anni le acciughe che vengono trasformate nelle aziende di Aspra hanno raggiunto i mercati del nord Italia (Lombardia e Piemonte su tutti) ma anche quelli prestigiosi della Germania, Svizzera, Inghilterra e persino dell’Australia.

La tradizione delle aziende per la trasformazione del pesce di Aspra risale a circa 80 anni fa e la sua nascita sembra essere legata al caso. Il pesce che i pescatori del luogo non riuscivano a vendere, infatti, per fare in modo che non andasse a male, veniva sistemato in apposite scatole sotto sale. Un artificio banale che nel volgere di poco tempo è diventato il perno economico dell’intera frazione.

L’attività ben presto, infatti, diventò una fonte di guadagno notevole e se prima occupava solo una parte dell’anno (da aprile a settembre), con il passare degli anni è riuscita a garantire una solida occupazione per tutti i dodici mesi.

Le aziende che un tempo erano a conduzione familiare si sono adeguati ai tempi e le piccole stanze in cui veniva lavorato il pesce, hanno lasciato il posto a laboratori dotati di sofisticati accorgimenti. I controlli sanitari sempre più assidui hanno costretto pertanto all’emersione e alla nascita delle diverse aziende eliminando il fenomeno del nero e della lavorazione a casa. Ad oggi il fenomeno del sommerso risulta scomparso76.

Il prodotto finito viene commercializzato attraverso tutti i canali senza una particolare preferenza per cui alcuni di questi (GDO, dettaglianti, grossisti e importatori). La scelta di non privilegiare un canale rispetto ad un altro è frutto di riflessione, infatti, non si vuole in alcun modo rimanere dipendenti da un solo canale. Infatti, se è vero che la GDO garantisce un assorbimento quasi totale delle scorte è altrettanto vero che sugli scaffali vengono presentati più marchi e pertanto se il prodotto non va l’anno dopo l’accordo non viene rinnovato77.

Tutte le aziende, sia in relazione ai mercati di sbocco che agli approvvigionamenti, operano con l’estero seppur in maniera differenziata. Per il gruppo di aziende in oggetto mediamente le esportazioni incidono in misura non superiore al 25%78.

In relazione agli approvvigionamenti il mercato è quello globale. La pesca delle acciughe può essere migliore un anno in Spagna e l’anno dopo nell’alto Tirrenico. Pertanto tutte le marinerie specializzate in questo prodotto sono costantemente monitorate. E’ possibile stilare però una graduatoria del miglior pescato che corrisponde a quella dei prezzi di acquisto più elevati: 1° Spagna (costa atlantica) in grado di vendere pezzature sconosciute a tutti gli altri, 2° Italia: anche se la marineria siciliana non è tra i fornitori del gruppo; 3° Grecia, 4° Marocco, 5° Turchia, 6° Argentina, 7° Perù79.

Come per le imprese del polo produttivo di Sciacca, anche le aziende di Aspra subiscono l’influenza negativa del problema dello smaltimento dei rifiuti. Ma mentre a Sciacca questo problema si è sempre configurato in un aumento dei costi di produzione, ad Aspra si sono concretizzati dei veri e propri danni economici con il c.d caso “reflui” del 1994.

Fino al 1994 le aziende di Aspra espellevano le scorie direttamente nelle condotte fognarie del comune, questo non fu più possibile per ovvi motivi ecologici. Ciò comportò la chiusura di quasi tutte le ditte di Aspra, con notevoli danni sia dal punto di vista economico che da un punto di vista dell’immagine. Fu il periodo più buio di queste aziende caratterizzato da proteste degli operai, malumori dell’opinione pubblica a così via. A sostegno delle aziende arrivò il decreto “Baluardo” attraverso il quale le aziende dovevano semplicemente attenersi a delle norme secondo le quali i reflui dovevano, prima di essere immesse nel depuratore principale, essere pretrattate. Le aziende alla luce di quanto accaduto, decisero di unirsi dando vita ad un consorzio che tutela i lavoratori e le stesse aziende80.

Mazara del Vallo è sede del primo Distretto produttivo della pesca in Italia. L’attività economica di questo distretto, che include tutta la provincia di Trapani, è concentrata in gran parte a Mazara del Vallo (60% del volume globale)81.

Il distretto produttivo di Mazara del Vallo, istituito nel marzo 2004, è un modello di sviluppo locale caratterizzato da un numero consistente di imprese, dalla cantieristica navale alla trasformazione e commercializzazione del pescato, vari Enti, Associazioni di categoria e Consorzi di produttori, Università, Centri di ricerca e di cultura. Esso rappresenta la capacità delle imprese e delle istituzioni locali di avviare sinergicamente azioni progettuali finalizzate a sostenere lo sviluppo della filiera e del tessuto economico-sociale della Sicilia occidentale.

Imprese del Distretto produttivo della pesca di Mazara del Vallo


IMPRESE

PESCHERECCI

CANTIERI NAVALI

INDUSTRIE DI TRASFORMAZIONE

AZIENDE NELL’INDOTTO

DISTRETTO PRODUTTIVO DELLA PESCA DI MAZARA DEL VALLO



1.000



9



20



50

Di cui: MAZARA DEL VALLO (Comune)


352


4


10


36

Fonte: Distretti italiani, Guida ai distretti industriali, 2004.

Addetti e fatturato del Distretto produttivo della pesca di Mazara del Vallo


ADDETTI

FATTURATO

DISTRETTO PRODUTTIVO DELLA PESCA DI MAZARA DEL VALLO



10.000



450.000.000

Di cui: MAZARA DEL VALLO (Comune)


7.000


200.000.000

Fonte: Distretti italiani, Guida ai distretti industriali, 2004.

Fatturato per attività


FATTURATO

PESCA E ALTRE ATTIVITA’

300.000.000

INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE

150.000.000

Il polo produttivo per la lavorazione dei prodotti della pesca localizzato a Mazara del Vallo è composto da aziende che nella maggior parte dei casi hanno forma giuridica di società a responsabilità limitata. Le principali sono: Conservificio Ittico Tre Torri S.r.l, Friomed S.r.l, Golden Fish S.r.l, Lanza Sea Food S.r.l, Lu.vi.ma.r S.r.l, Matteo Giacalone & C. S.r.l e Quinci Leonardo S.a.s82.

A differenza dei poli produttivi di Sciacca ed Aspra che si sono specializzati nella lavorazione delle acciughe, il Distretto di Mazara del Vallo ha la peculiare caratteristica di comprendere imprese che esercitano un consistente numero di attività produttive, quali:

  • conservazione: attraverso la refrigerazione, congelazione e surgelazione;

  • trasformazione del pescato e confezionamento del prodotto finale;

  • lavorazione di prodotti derivati e scarti.

Conseguentemente alla diversificazione delle attività produttive esercitate, queste imprese realizzano una moltitudine di prodotti, i più importanti sono:

  • pesci, crostacei e molluschi surgelati;

  • frutti di mare surgelati;

  • filetti di tonno e di sgombro all’olio di oliva;

  • patè e ragù a base di pesce spada.

Un’altra importante caratteristica del Distretto di Mazara del Vallo è quella che una parte delle imprese curano, l’intero ciclo produttivo, dall’esercizio della pesca, con i propri natanti o con gestione di natanti di proprietà altrui sino al confezionamento del prodotto finale83.

Nel complesso le industrie siciliane di conservazione e trasformazione dei prodotti della pesca mostrano una riduzione di competitività e redditività. I maggiori punti di debolezza possono essere individuati nel peggioramento dei termini di scambio che hanno determinato un aggravio dei costi di approvvigionamento della materia prima e nell’esistenza di un costo per unità di prodotto non competitivo rispetto ad analoghe produzioni che provengono dai Paesi meno sviluppati e detentori delle materie prime. Infatti si è andata intensificando negli ultimi anni la dipendenza estera per la materie prima.



69 Ctr, UTI, Unità Tecnica per l’internazionalizzazione, Rapporti Sicilia.

70

712 UTI, Unità Tecnica per l’internazionalizzazione, Rapporto Sicilia

3 Ibidem.

72 UTI, Unità Tecnica per l’internazionalizzazione, Rapporto Sicilia

73 UTI, Unità Tecnica per l’internazionalizzazione, Rapporto Sicilia

74 Ibidem


75 UTI, Unità Tecnica per l’internazionalizzazione, Rapporto Sicilia

76 UTI, Unità Tecnica per l’internazionalizzazione, Rapporto Sicilia

81 Ibidem.

77

78 UTI, Unità Tecnica per l’internazionalizzazione, Rapporto Sicilia

83 Ibidem

79

80 Federcoopesca, Federazione Nazionale delle Cooperative della Pesca, aderente a Confcooperative.

8185 Distretti italiani, Guida ai distretti industriali, 2004.

82 Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura.

83 Distretti italiani, Guida ai distretti industriali, 2004.



Top| Sommario| << Precedente | Successiva >>
>> Home Page www.tesigratis.it <<

Copyright © 2006 - Unitec Services & Web S.r.l. - P.IVA 01868730597 - All rights reserved.